Viste le sue importanti proprietà il plexiglas viene spesso utilizzato in alternativa al vetro.
Le più note differenze tra plexiglas e vetro sono:

  • la densità inferiore di quella del vetro, quella del plexiglas è 1,19 g/cm3 ed è circa la metà di quella del vetro;
  • il Plexiglas è infrangibile;
  • il Plexiglas a differenza del vetro è un materiale più tenero e più sensibile a graffi e abrasioni; con idoneo rivestimento si riesce a superare questo ostacolo;
  • il Plexiglas può essere modellato per riscaldamento a temperature relativamente basse;
  • il Plexiglas è più trasparente del vetro;
  • il Plexiglas non ferma la luce ultravioletta e quando necessario viene rivestito con pellicole apposite;
  • il Plexiglas è trasparente alla luce infrarossa fino a 2800 nm, mentre la luce di lunghezze d’onda maggiori viene sostanzialmente bloccata;

Pezzi di plexiglass possono essere saldati a freddo usando adesivi a base di cianoacrilati oppure sciogliendone gli strati superficiali con un opportuno solvente – diclorometano o cloroformio. La giuntura che si crea è quasi invisibile. Gli spigoli vivi del plexiglass possono inoltre essere facilmente lucidati e resi trasparenti. Tuttavia gli incollaggi professionali vengono effettuati con colle a polimerizzazione da due a cinque componenti; la differenza di qualità con queste colle unita alla tossicità/carcenogenicità della maggior parte dei solventi di fatto va soppiantando le colle monocomponenti.
Il plexiglass brucia in presenza di aria a temperature superiori a 460 °C; la sua combustione completa produce anidride carbonica e acqua.

Analogo al plexiglass, ma con un atomo di idrogeno al posto del gruppo metile (CH3) che sporge dalla catena principale, è il polimetilacrilato, un polimero che si presenta come una gomma morbida.